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Cari Maestri. Da Susanne Bier a Gianni Amelio i registi si interrogano sull'importanza dell'educazione - Cittadella Editrice Il libro "Cari Maestri. Da Susanne Bier a Gianni Amelio i registi si interrogano sull'importanza dell'educazione" - indirizzato non soltanto a chi ha un rapporto privilegiato, immediato e quotidiano con i più giovani, ma anche ai cineasti che rivestono oggi un ruolo fondamentale nell'universo educativo - vuole essere un attraversamento trasversale della storia del cinema nel tentativo di cogliere le modalità di rappresentazione dei tre universi educativi: scuola, famiglia e territorio. Non si tratta di una raccolta con pretese enciclopediche; più semplicemente di una rassegna tesa a presentare le principali opere cinematografiche che hanno affrontato questi temi, film densi di spunti di analisi. L'intento alla base dell'opera è, infatti, quello di fornire uno strumento agile e funzionale a coloro che sono interessati ad approfondire la questione educativa; a coloro che intendono affrontare una riflessione sull'emergenza educativa e sui principali attori del sistema educativo di formazione delle nuove generazioni, ripensando a partire dal ruolo fondamentale dei media, nello specifico l'universo cinematografico. Proprio questo è il motivo che ha spinto Dario E. Viganò a rendere parte integrante del volume quattro interviste, concesse da quattro maestri del cinema italiano e internazionale - Gianni Amelio, Susanne Bier, Riccardo Milani e Giovanni Veronesi - che hanno accettato di ragionare sull'universo educativo, mediante la condivisione di esperienze autobiografiche e cinematografiche, che costituiscono un ottimo spunto di riflessione nella loro coralità. Il libro è, dunque, rivolto agli studiosi e a coloro che operano nel mondo della comunicazione, ai docenti dei vari livelli scolastici (soprattutto delle medie inferiori e superiori), ma anche agli animatori della comunicazione e della cultura, a coloro che animano le Sale della Comunità, i cineforum.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
ARTICOLI

 
"A publicidade social. Reflexões sócio-semióticas" è il titolo del saggio di Dario Edoardo Viganò pubblicato sulla rivista scientifica brasiliana «ALCEU. Revista de Comunicação, Cultura e Política», rivista della Pontificia Università Cattolica di Rio de Janeiro. L'articolo di Viganò offre un approfondimento analitico sulla pubblicità sociale secondo l'approccio metodologico della sociosemiotica, sottolineando come "il Social Advertising costituisca un campo di indagine ideale per la sociosemiotica, dal momento che si configura come una pratica discorsiva che nasce per rendere visibili, all'interno di differenti tipologie di testi, questioni drammatiche spesso relegate ai margini dell'agenda dei media. All'interno dello scenario comunicativo della pubblicità sociale, acquista un rilievo particolare l'unconventional, un ripensamento radicale delle tradizionali strategie di costruzione del contatto con il destinatario, scavalcando i modelli consolidati sia dell'eufemismo sia del terrorismo, per sperimentare soluzioni espressive alternative. La non convenzionalità si estende, dunque, all'intera campagna considerata in un'ottica crossmediale, passando per l'uso originale degli spazi metropolitani, per la diffusione virale del passaparola e per un ripensamento profondo della forma dello spot, soprattutto attraverso la Rete". La pubblicità sociale unconventional ricerca, pertanto, in maniera esplicita la collaborazione del destinatario nella costruzione della sua efficacia virale e le categorie che entrano in gioco in questo livello sono l'ambient e il viral.
 
 
 
 
 
 
 
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