All’Italia decisamente non mancano i festival.
Di letteratura, di filosofia, di arti e graffiti, di tutto e di più. Manifestazioni, rassegne, iniziative e kermesse non conoscono crisi. E’ un dato positivo o negativo? Solo in ambito cinematografico, pareri agli antipodi. C’è chi dice che sono troppi, simili ed eccessivamente ravvicinati. D’altra parte, la loro abbondanza – sostengono i difensori - è un segno di vitalità culturale, la quantità genera diversità, la diversità (di proposte) è ricchezza (materiale e immateriale) . E poi c’è la questione dei costi. Anche qui posizioni contrastanti: sperpero di denaro pubblico o investimento sul futuro? Attività fine a se stessa o utile indotto economico? Interrogativi che, così posti, rischiano di risultare oziosi. E generici: che rapporto potrebbe mai esserci tra una grande manifestazione come quella romana e un piccolo festival di settore, come i Popoli a Firenze? O tra Torino e Tertio Millennio? Sfumature che qui sono sostanziali. Roma è ancora alla ricerca di una sua identità, si è scritto. Deve essere più evento popolare o kermesse di qualità? Può essere l’uno e l’altro? Ci prova. Riparte dal cinema italiano (Tognazzi, Chiesa, Cupellini), in linea con la crescita di consensi per il prodotto nazionale (i 20 milioni e passa incassati da Benvenuti al Sud
Una scelta che condividiamo: non è un caso se la copertina di RdC è dedicata al film di Martone, Noicredevamo, e se molto spazio viene concesso in questo numero ai protagonisti del cinema tricolore (da non perdere l’intervista esclusiva a Marco Bellocchio,realizzata dal conservatore della Cineteca Nazionale Enrico Magrelli). Scommette sul passato (i 100 anni di Rashomon, i 50 de La dolce vita, l’omaggio a Ugo Tognazzi firmato dalla figlia Maria Sole, Ritratto di mio padre). Chiama istituzioni e operatori a riflettere sui principali nodi di un’industria culturale in transito (la tavola rotonda FEdS sulle prospettive del business in un mercato in evoluzione).
Anche Torino cerca un equilibrio tra passato (la retrospettiva su John Huston) e presente (l’attualità della “relazione speciale” tra Bush e Blair raccontate da Loncraine, l’Autobiografia di Ceausescu firmata da Andrei Ujica), confermandosi cinefilo e sensibile al futuro, nel quale investe con FilmLab. Nel nostro piccolo ci proviamo pure noi lanciando il primo concorso I-Father , aperto ai cortometraggi di giovani filmaker e dedicato al tema del sacerdote impegnato nel sociale.
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