Progetto per il sostegno e la scolarizzazione dei figli di carcerati nella favelas di Salvador de Bahia, in Brasile. La testimonianza di Dario E. Viganò
“Nei primi anni Novanta” – racconta Dario E. Viganò – “ho conosciuto suor Adele Pezone, una suora missionaria italiana che vive dagli anni Ottanta in Brasile, che mi ha coinvolto in un progetto di pastorale carceraria nella favelas di Mate Escura, a Salvador de Bahia, nel carcere di Lemos Brito. Entrare a Lemos Brito non è mai un’esperienza facile. L’impatto emotivamente più forte, per chi attraversa quei confini per la prima volta, si consuma accedendo al perimetro di detenzione. Al suo interno i carcerati (circa 2.000, tra uomini e donne, divisi in quattro bracci) girano liberamente e le celle sono spazi angusti dove i detenuti stessi si barricano, dopo averle conquistate, per sottrarsi agli assalti della Polizia. Sebbene la loro capienza preveda solo una persona, ogni cella ne ospita tre o quattro, lasciandone fuori molti. È a seguito proprio di una rivolta nel braccio femminile, quando il magistrato locale minacciò di affidare i figli delle recluse all’esterno, agli orfanatrofi, innescando così ulteriori tensioni, che suor Adele, Irmã Adele come la chiamano lì in Brasile, si è offerta di accudire questi bambini. Tutte le carcerate hanno accettato immediatamente di buon grado e da allora la suora li fa crescere, li manda a scuola e tutte le settimane li riporta dalle mamme in prigione. È nato in questo modo l’impegno per i carcerati brasiliani di Bahia e soprattutto il progetto di aiuto per i figli dei carcerati, che suor Adele accoglie nella casa-famiglia adiacente al carcere. Oggi sono circa 40 i bambini (dai 4 mesi ai 16 anni) a vivere con lei, mentre altri 70 sono i bambini di cui Irmã Adele si occupa in un piccolo asilo, sempre nella favelas di Mate Escura. L’associazione Onlus “La prima pietra” è stata costituita, pertanto, con lo scopo di raccogliere fondi per sostenere questi bambini, nella crescita e negli studi, dando così loro una scolarizzazione fino all’età adulta, la speranza di un futuro”.
È possibile sostenere il progetto “La prima pietra” destinandogli il 5 per mille dell’IRPEF. È facile e non alternativo all’8 per mille. Al momento della compilazione della dichiarazione dei redditi, è sufficiente firmare la casella intitolata “Sostegno del volontariato, delle Onlus, delle associazioni di promozione sociale e di altre fondazioni e associazioni riconosciute” indicando il codice fiscale dell’Associazione: 97227830151 (Per maggiori dettagli, consultare il sito: www.laprimapietra.org).
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