“Suore ammiccanti per acque oligominerali o golose per cioccolatini raffinati, ma anche improbabili frati in una sala di attesa intenti a leggere un noto quotidiano. Sono queste le figure che popolo l’immaginario della pubblicità contemporanea. Non mancano poi preti in TV, non solo nelle fiction, ma anche nei game show e in talk show chiamati ad affrontare i temi più svariati: dall’anoressia alla questione dell’identità culturale dell’Occidente. E il cinema? Da oltre un secolo muove il proprio sguardo tra narrazioni più o meno impegnate, a volte sorridendo benevolmente di tic e manie, altre volte lanciando veri e propri anatemi e provocazioni, altre ancora raccontando la passione e la forza di preti capaci di stare nelle situazioni complesse e difficili: da Padre Daens (Daens, 1993) di Stijn Coninx fino al film di Roberto Faenza Alla luce del sole (2004), su don Pino Puglisi ucciso a Palermo dalla mafia nel 1993, e a Preferisco il rumore del mare (1999) di Mimmo Calopresti; altre ancora mostrando il ritmo della verità delle relazioni, come il giovane prete don Livio in Casomai (2002) di Alessandro D’Alatri , oppure il missionario don Carlo nel film Io, loro e Lara (2010) di Carlo Verdone . Abbondano anche sacerdoti e suore nella Rete, in ascolto dai più disparati angoli del mondo di giovani e meno giovani, che desiderano accoglienza buona prima di giocarsi in una relazione face to face; nel variegato network di radio di comunità, dove spesso giocano molteplici ruoli: da uomini e donne di gestione a commentatori del Vangelo domenicale od opinionisti. Insomma, un caleidoscopio di presenze nel sistema dei media ancora tutto da studiare, sia nel porsi come interrogativo rispetto alle forme di ministero oggi, sia nella comprensione che tali presenze e messe in scena hanno sul pubblico e la loro ristrutturazione di simboliche culturali. All’interno di questo dibattito si inserisce il lavoro curato da Angelo Romeo, che ha come priorità, appunto, l’analisi a più voci della presenza dei religiosi nel mondo mediatico. Un tratto che caratterizza la presente ricerca è la molteplicità di approcci al tema: da quello sociologico a quello semiologico, da quello storico a quello contenutistico. Le differenti discipline coinvolte non disperdono la centralità dell’oggetto di indagine, ma riescono ad analizzare l’evoluzione del religioso all’interno del mondo comunicativo, non limitandosi a una riflessione sociale, ma andando a cogliere tratti nascosti della loro presenza, indice di uno sforzo culturale, oltre che identitario, a cui si espone questa figura quotidianamente”
(Estratto dalla Prefazione di Dario Edoardo Viganò per il testo curato da Angelo Romeo, Tonache cross-mediali. Preti, suore e frati nei mass media, Effatà Editrice, Cantalupa 2011).