Chi ben comincia…

L’anno nuovo si apre come si era chiuso il precedente: con i festival.  Se si potessero esportare l’Italia sarebbe ricca. Paradosso di una nazione che produce sempre meno film – e, per qualcuno, meno qualità – ma abbonda di vetrine per promuoverli. 

Si riparte da Bari, seconda edizione del Bif&st  (fino al 29 gennaio), realtà già matura nel panorama delle nostre  kermesse. La qualità è l’imperativo, diffonderla sul territorio la mission. Perciò nessuna isteria nel tentativo di accaparrarsi anteprime mondiali, ma un programma ragionato in cui titoli di prossima distribuzione, opere sperimentali e retrospettive si armonizzano nel tentativo di offrire a un pubblico interessato – ma non necessariamente cinefilo – un’esperienza di visione variegata e alternativa. Oltre agli attesi King’s Speech  e Senna  (il bel documentario  sul grande e sfortunato pilota di Formula Uno), spazio alla produzione tricolore “alta” – con i migliori film italiani del 2010 – e alla sperimentazione – nella sezione Panorama. Retrospettive dedicate a Giuseppe Tornatore , Suso Cecchi D’Amico e Mario Monicelli , più due a tema: ai film Fandango e a quelli sul razzismo. E a proposito di omaggi, ne facciamo uno anche noi: alla figura di Lietta Tornabuoni , da poco scomparsa. Storica firma de La Stampa e collaboratrice di RdC, per competenza e stile è stata la signora della critica italiana. Febbraio, mese caldo: il 10 i Coen  aprono Berlino con El Grinta – negli States tra i loro maggiori successi commerciali di sempre – e la Rivista dedica al film dei fratelli (intervista al protagonista) Jeff Bridges e al festival tedesco l’approfondimento che meritano.  Nello stesso mese (il 27) verranno consegnati gli Oscar, i premi più importanti del cinema. Ci siamo divertiti a fare le nostre previsioni. Globes alla mano, li abbiamo azzeccati: Fincher  trionfatore con The Social Network  (film e regia), la Portman (le abbiamo dedicato un ampio servizio) miglior attrice e Firth miglior attore. Peccato che i Globes  non sempre azzecchino gli Oscar. Staremo a vedere.  RdC dà spazio anche alla commedia italiana, con le interviste ad Antonio Albanese (Qualunquemente) e Carlo Verdone (Manuale d’amore 3). Doveroso, visto il recente exploit del genere nelle nostre sale. Mentre scriviamo Checco Zalone (intervistato anche lui) e la sua Bella giornata hanno battuto il record di incassi italiani detenuto da La vita è bella. Una buona notizia per tutto il comparto, ma non deve illudere. Un sistema sano non può reggersi su una sola tipologia di prodotto. L’augurio è che il 2011 sia l’anno giusto per una nuova politica industriale del nostro cinema.

 Strillo: “Febbraio mese caldo: prima Berlino, poi gli Oscar. Ecco le nostre previsioni”

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