Archivio di novembre 2011

Presentazione della XV edizione del Tertio Millennio Film Fest

mercoledì, 16 novembre 2011

Si volgerà il 22 novembre 2011, alle ore 11.00, presso il Pontificio Consiglio della Cultura (via della Conciliazione 5), la conferenza stampa di presentazione della XV edizione del Tertio Millennio Film Fest (6-11 dicembre 2011), festival incentrato sulle questioni dello Spirito e sul confronto con l’Altro, organizzato dalla Fondazione Ente dello Spettacolo con il patrocinio dei Pontifici Consigli della Cultura e delle Comunicazioni Sociali.

Dario Edoardo Viganò, Presidente della Fondazione Ente dello Spettacolo e Direttore della «Rivista del Cinematografo», introdurrà e modererà la conferenza stampa, presentando il calendario degli appuntamenti del festival: il Convegno Internazionale di Studi “Film and Faith” (1-2 dicembre presso la Pontificia Università Lateranense), la rassegna del Tertio Millennio Film Fest (6-11 dicembre) con un palinsesto denso di sorprese, la serata dei prestigiosi RdC Awards (9 dicembre).

Sono previsti, inoltre, gli interventi di Mons. Claudio Maria Celli (Presidente del Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali), che conferirà il “Premio rivelazione dell’anno”, assegnato nelle scorse edizioni a Margareth Madè per il film Baarìa (2009) di Giuseppe Tornatore e a Luca Marinelli per La solitudine dei numeri primi (2010) di Saverio Costanzo; di Mons. Paul Tighe (Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali); Mons. Franco Perazzolo (Pontificio Consiglio della Cultura).

La conferenza stampa sarà, poi, l’occasione per presentare la II edizione del concorso “i-father Short Film Award” (9 dicembre) indirizzato a giovani film maker. La Fondazione Ente dello Spettacolo, in collaborazione con il Servizio per la promozione del sostegno economico alla Chiesa cattolica, lancia un bando per la realizzazione di cinque cortometraggi sul tema ”La missione del prete, cogli l’attimo”. L’obiettivo è la produzione di brevi opere audiovisive (durata massima 5 minuti) utilizzando cellulari smart-phone; il bando si rivolge a videomakers, studenti universitari, di istituti e scuole di cinema di età massima 40 anni.

La figura del sacerdote (prete diocesano) dovrà essere presente nello script, ed essere il motore di una situazione importante nel contesto sociale di appartenenza. L’autore dovrà descrivere con immagini significative l’attimo in cui il prete agisce per il bene comune, per una causa pastorale, sociale, caritativa, solidale. Questi i passi da seguire per partecipare al concorso: compilare il form di iscrizione, scrivere un soggetto di una cartella (2.000 battute) e un trattamento di massimo cinque cartelle (10.000 battute), allegando piano di realizzazione e curriculum vitae dell’autore, come da Regolamento; inviarli all’indirizzo ifather@entespettacolo.org entro e non oltre le ore 24:00 del 25/11/2011. L’iscrizione è gratuita. Una giuria composta da personalità di spicco nel campo artistico e cinematografico selezionerà i cinque soggetti che potranno essere realizzati dagli stessi autori e diventare opere cinematografiche. Sono ammessi tutti i generi (finzione, documentario) e le forme espressive, comprese animazione e tecniche miste.

Maggiori dettagli sono disponibili sul sito: www.tertiomillenniofilmfest.org

Un tiepido autunno

mercoledì, 9 novembre 2011

E’ arrivato l’autunno tiepido, di sale mezze vuote e di incassi in discesa. Che succede? Solo un anno fa celebravamo i rinverditi fasti del cine-spettacolo, che pur non raggiungendo le cifre astronomiche dell’era pre-televisiva, aveva dato segnali di risveglio e segnato nuovi interessanti margini di guadagno. E festeggiavamo il ritorno del cinema italiano, capace con le sue commedie di mezzo – né grandi né piccole – di toccare quote di mercato vicine al 35%. Un ricordo a giudicare dai timidi risultati di questo periodo.

Il più penalizzato resta il cinema d’autore, che oltre a scontare la congenita mancanza d’appeal, finisce sistematicamente nella tagliola distributiva. C’è un problema di rinnovamento dei linguaggi, come denunciato anche dalle associazioni di categoria.  C’è anche un dirottamento del prodotto americano – un tempo zoccolo duro nella classifica di gradimento del nostro pubblico – verso altri mercati. Ma c’è anche altro. Come spiega bene Franco Montini nella sua “Borsa del Cinema”, bisognerebbe allargare le maglie del pubblico: attualmente è 1/5 della popolazione italiana a decretare il successo delle pellicole. Una quota troppo bassa considerando che l’offerta in sala resta, tra quelle culturali, la più economica.

Occorre stimolare il pubblico, creare un’abitudine alla visione , accrescere la domanda: sono compiti che un buon festival cinematografico dovrebbe teoricamente assolvere e che ci spinge a vedere con favore la capillarità, la varietà e il sostegno alle manifestazioni cinematografiche. L’attenzione costante di RdC verso questi appuntamenti ne è la riprova: solo in questo numero ampio spazio a Roma e Torino. Ben venga la ricchezza di proposte, purché non si traduca – come purtroppo si ha l’impressione – in competitività inutili. Il futuro del cinema si gioca su una diversità progettuale, laddove la diversità fa davvero la differenza.  Dentro questa premessa possono convivere grandi e piccole realtà. Come la nostra, che da anni s’impegna nell’organizzazione di Tertio Millennio (7-11 dicembre), il festival del cinema spirituale che sulla specificità ha costruito identità e consensi. Del  cartellone e degli ospiti parleremo la prossima volta. Vi segnalo però il convegno internazionale su “Cinema e Fede” che ne costituisce l’antipasto: registi, critici e addetti ai lavori si confronteranno in una due giorni (1-2 dicembre)dedicati al tema della ricerca di Dio attraverso il cinema. Una proposta oltre la logica delle passerelle e del glamour. Se non è diversità questa…

Contro il calo degli incassi anche i festival possono fare qualcosa: stimolare il pubblico

La strada di Paolo

giovedì, 3 novembre 2011

In occasione della VI edizione del Festival Internazionale del Film di Roma, il 2 novembre 2011 alle ore 18.00, presso il Palazzo delle Esposizioni, avrà luogo nell’ambito di Risonanze, la proiezione di La strada di Paolo, un film di Salvatore Nocita prodotto da FAI Service (Federazione Autotrasportatori Italiani) e Officina della Comunicazione, in collaborazione con il Pontificio Consiglio della Cultura e Rai Cinema e con la partnership di Fondazione Ente dello Spettacolo.

Il film narra la storia di Paolo, un autotrasportatore diretto per lavoro in Terra Santa. Il suo viaggio prende una direzione inaspettata quando si imbatte in alcune realtà che parlano al suo cuore di Dio, Fede, Grazia e Carità, aprendogli anche gli occhi sull’opportunismo e il cinismo umano. Nell’incontro/scontro con la religiosità e il mistero insondabile di quella Terra, immerso in situazioni surreali, a contatto con personaggi e storie incredibili, per Paolo si aprono nuovi orizzonti che lo porteranno a una decisione fondamentale. Interpretato da Marcello Mazzarella, Valentina Valsania, Gianni Bissaca, Milena Miconi e David Brandon, con la partecipazione straordinaria di Philippe Leroy, il film deve indicazioni imprescindibili per la sua struttura alle interviste a personalità come S.E. Card. Angelo Scola,Arcivescovo di Milano; S.E. Card. Gianfranco Ravasi, Presidente del Pontificio Consiglio della Cultura; Fabrizio Palenzona, Presidente di FAI Service; Roberto Vecchioni,cantautore; Salvatore Natoli, professore ordinario di Filosofia teoretica presso la Facoltà di Scienze della Formazione dell’Università degli Studi di Milano Bicocca e Lucetta Scaraffia,storica, giornalista e docente di Storia contemporanea all’Università degli Studi di Roma La Sapienza.

Afferma S.E. Card. Angelo Scola: «Io credo che la strada per l’uomo di oggi sia quella di guardare fino in fondo ai tratti fondamentali dell’esperienza umana. Il primo, il più importante è la capacità dell’uomo di cogliere il senso della realtà: cioè, la realtà è intelligibile e chiede di essere ospitata dalla nostra intelligenza e questo già implica una tra-scendenza, cioè un andare oltre l’immediato». [estratto da intervista]

S.E. Card. Gianfranco Ravasi sottolinea: «Il bisogno di trascendenza potrebbe essere raffigurato attraverso un’immagine che è curiosamente lontana e vicina a Paolo, è lontana perché viene da un verso di un grande tragico greco che è Eschilo, e dall’altra parte è vicina perché Paolo, noi sappiamo, entra nell’interno dell’orizzonte della cultura greca. La trascendenza è sostanzialmente, se la vogliamo esprimere con un simbolo, proprio questa mano che viene dall’oltre, dall’altro rispetto all’orizzonte in cui siamo immersi. È per questo che Paolo in un certo senso echeggerà questa voce pagana in una maniera differente». [*]

Per Fabrizio Palenzona «Questo film è un esempio della direzione nella quale vogliamo camminare. Lavorare, guadagnare il giusto, rimettere nel circuito più risorse possibili per attenuare i costi delle nostre imprese, sostenere l’azione di difesa dei diritti e promozione dei doveri attraverso la federazione: insomma, ripeto, promuovere una cultura che metta al centro la persona umana. Per questo ci piace il film: il richiamo al senso della vita, al dubbio su cosa e perché siamo in questo mondo, al valore della solidarietà, della famiglia, della pace e del lavoro come strumento di promozione umana». [*]

A queste voci si aggiunge quella del Presidente della Fondazione Ente dello Spettacolo Dario E. Viganò che dichiara: «Nel raccontarci l’imprevedibile percorso di un autotrasportatore diretto in Terra Santa, Nocita recupera uno dei tòpoi più ricorrenti della cultura e dell’arte di ogni secolo: la strada. Che non è mai solo un luogo fisico, un tratto di percorrenza, ma il simbolo stesso dell’uomo in cammino. Formidabile dispositivo di scambio simbolico, la strada è il luogo della scoperta, del perdersi e del ritrovarsi, dell’incontro con l’altro, con il sè, con Dio. Sulla strada l’uomo in cammino si trasforma divenendo, da vagabondo senza meta, un pellegrino del suo destino».

Chiude Roberto Vecchioni: «Io non credo che l’uomo del terzo millennio sia sordo ai temi che riguardano il trascendente. C’è modo e modo di interpretare il trascendente: per paura, per bisogno, per necessità o anche davvero per fede intensa. Il trascendente ha una valenza fondamentale e sublima anche le piccole azioni che facciamo, dà un significato».