Il 26 luglio la Fondazione Ente dello Spettacolo presenterà in Senato il Report sull’andamento strategico 2006-2010. E’ uno snodo importante nel cammino intrapreso dalla struttura che ho l’onore di presiedere. Un documento che è insieme un momento di verifica e un’occasione di rilancio, nella fedeltà all’impegno di promuovere in modo sempre più rigoroso e profondo il cinema, coinvolgendo un numero maggiore di interlocutori nazionali e internazionali. Per vincere questa sfida è necessario sfruttare tutte le risorse e le tecnologie a disposizione. La Fondazione sarà impegnata nei prossimi anni su molti fronti: dallo sviluppo di un personale sempre attento alla valorizzazione della formazione, fino all’implementazione delle più avanzate tecnologie per la fruizione delle informazioni e allo sviluppo di nuovi metodi di coinvolgimento delle istituzioni che si occupano di promozione cinematografica. Queste sinergie hanno già permesso in passato di ottimizzare le risorse finanziarie disponibili, senza per questo rinunciare ai più alti standard di gestione della qualità dell’informazione. Un progetto articolato, ambizioso. Costruito a partire dall’individuo e la sua integrità. Il rispetto della persona è la premessa ad ogni altra considerazione di tipo strategico. L’ imperativo morale coerente con la tradizione della settima arte. Come ci ha ricordato non molto tempo fa il card. Angelo Bagnasco, citando le parole di Giovanni Paolo II, “il cinema fin dalla sua nascita ha spesso affrontato temi di grande significato e valore dal punto di vista etico e spirituale”. Il lavoro della Fondazione non può che proseguire nel solco di questa tradizione. Per vocazione propria e dovere fiduciario nei riguardi di tutti coloro che hanno interessi rilevanti nelle nostre attività anche in termini di investimenti, come la Fondazione Comunicazione e Cultura, il MIBAC, gli inserzionisti che pubblicizzano attraverso i nostri canali i loro prodotti, i siti web che utilizzano i nostri contenuti per la loro sezione cinema. E, non ultimi, nei confronti delle generazioni future e di quanti ci hanno preceduto in questo compito. Vorrei ricordare, nel centenario della nascita, uno di loro: Diego Fabbri. Il suo lavoro alla guida del vecchio Ente dello Spettacolo è stato fondamentale per costruire il nuovo. Questo numero doppio di RdC – teso tra passato e futuro, il tempo dei bilanci (il servizio sull’anno d’oro della commedia) e quello delle prospettive (l’ampio speciale dedicato alle nuove uscite) – è a lui dedicato.
Strillo: “La pubblicazione del report è uno snodo importante nel cammino della nostra Fondazione”
