Sogno o Reality?

7 maggio 2012

Strillo: Vincesse Garrone la Palma d’Oro, l’Italia festeggerebbe un clamoroso bis dopo l’Orso ai Taviani
Una macchia tricolore nel giardino delle meraviglie di Cannes: sulla Croisette sbarcheranno Matteo Garrone, Bernardo Bertolucci e Dario Argento, quest’ultimo per la prima volta al festival. Garrone gareggia per la Palma d’Oro con Reality, una commedia sull’Italia televisiva che “non è un film sul Grande Fratello”; Bertolucci e Argento si ritrovano invece fuori competizione: il primo con Io e te, lavoro tratto dal romanzo di Niccolò Ammanniti, e il secondo con Dracula 3D, piazzato nel calendario notturno della kermesse, le proiezioni di mezzanotte. Per il maestro del brivido una bella soddisfazione: l’horror di rado ha trovato asilo da queste parti. Speranze italiane riposte tutte in Garrone, che già quattro anni fa sfiorò sulla Croisette la vittoria. Vi riuscisse, il nostro cinema piazzerebbe quest’anno un clamoroso bis, dopo l’Orso d’Oro dei Taviani a Berlino. Auspicare un trattamento di favore da parte del Presidente di Giuria, Nanni Moretti, è pia illusione. Meglio contare sul talento del regista romano, pure se la concorrenza è quanto mai agguerrita: tra i più attesi David Cronenberg, che dirige la star di Twilight Robert Pattinson, in Cosmopolis, adattamento dell’omonimo libro di Don DeLillo; Wes Anderson, che apre il festival con il suo nostalgico Moonrise Kingdom; Michael Haneke (in Amour racconta una storia di coppia messa a dura prova da un evento inaspettato); il rumeno Cristian Mungiu, già Palma d’Oro nel 2007 con 4 mesi, 3 settimane e 2 giorni, che ci porta fin dentro un monastero in Beyond The Hills. E poi Kiarostami (Like Someone in Love), Loach (The Angel’s Share), Vinterberg (Jagten), Salles (On the Road, altra trasposizione in programma), Daniels (The Paperboy, con Nicole Kidman) e Dominik (Killing Them Softly, con Brad Pitt). Per non dire dell’agguerrita compagine francese, formata da Audiard (De Rouille et d’os) e Carax (Holy Motors), Resnais (Vousn’avez encore) e Miller, il cui film postumo Thérèse Desqueyroux, protagonista Audrey Tautou, chiuderà la competizione. Un omaggio doveroso a un regista che ci ha lasciato troppo presto. Sulla carta una selezione da stropicciarsi gli occhi. Gli stessi che chiedono di essere educati nel 7° stage di critica cinematografica organizzato da FEdS ed RdC. Iscrizioni aperte fino al 25 maggio (www.entespettacolo.org), poi tutti a Torino dal 18 al 22 giugno.

Parola fatta immagine

26 marzo 2012

Dopo Lucio Dalla, l’Italia perde un altro grande poeta: Tonino Guerra. Artista eclettico, italiano doc: campione dell’arte di arrangiarsi con tutto e di cimentarsi con ogni cosa: nel bene e nel male, nella bellezza soprattutto. Guerra si è espresso in molti modi: poesia, cinema, pittura, apologo. Affluenti tutti che sfociavano nel mare dolce della parola: “La parola – ha confessato una volta – è sempre stata salvezza, alla parola ho dedicato il mio lavoro”. Tonino Guerra non è stato solo trasversale alle forme, ma anche alle etichettature. Alla distinzione tra cultura alta e cultura bassa, lui preferiva questa: la capacità o meno di risonanza della lingua nel mondo della vita. Non deve sorprendere allora la sua predilezione per il dialetto: “E’ la lingua che conosco e sento meglio – diceva –. Le parole sono cariche di tradizione, a me sembrano più cariche, ogni parola contiene la storia di tutte le generazioni passate, i proverbi, le cose”. E’ stato tra i più grandi cantastorie della sue terra, la Romagna, ma con un afflato universale tale da meritare la definizione che di lui diede Elsa Morante: l’Omero della civiltà contadina. Con il grande greco condivideva la qualità icastica, figurativa del segno linguistico. Niente di strano allora che il poeta della parola abbia incontrato due poeti dell’immagine come Antonioni e Fellini, tra i nostri uomini di cinema quelli meno legati al testo scritto. Risonanze. Rifrazioni da segno a segno, dalla parola al mondo: “I versi sono polvere chiusa/di un mio tormento d’amore/ma fuori l’aria è corretta/mutevole e dolce ed il sole/ti parla di care promesse/così quando scrivo/chino il capo nella polvere/e anelo il vento, il sole/e la mia pelle di donna/contro la pelle di un uomo”. E’ un’altra grande voce a tessere trama e ordito di immagini e parole, interne folgorazioni ed epifanie del reale: Alda Merini. Alla poetessa meneghina è stato dedicato un premio letterario, Primaveradellapoesia, iniziativa che ha coinvolto, oltre al sottoscritto, molte personalità del mondo della cultura, non solo di quello letterario. Sconfinamenti, anche qui. Ho citato non a caso la poesia Terra santa, tra le sue più belle: il luogo in cui Dio ha scelto d’incontrare l’uomo – e dove RdC tornerà quattro anni dopo il viaggio per i suoi 80 anni – diventa per la Merini la soglia tra l’invisibile e il visibile, ineffabile contatto: dallo Spirito alla materia, passaggi e passaggi. Mistero che si dà a vedere, come un lampo. Una parola si è fatta immagine.

L’ora del riscatto

7 marzo 2012

A The Artist gli Oscar più importanti: miglior film, regia, attore protagonista (Jean Dujardin), colonna sonora e costumi. Corona un cammino eccezionale, in cui questo gioiellino del muto ha vinto tutto quello c’era da vincere. E dire che la concorrenza agli Academy Awards era agguerrita, a partire dall’Hugo Cabret di Scorsese, che pure l’aveva superato in numero di candidature. Il film-omaggio a Méliès porta a casa comunque cinque statuette, tra cui quella alla scenografia che fa felice soprattutto il nostro paese perché significa terzo Oscar per Dante Ferretti e Francesca Lo Schiavo. L’Italia che pochi giorni prima si era fregiata a Berlino di un riconoscimento ancora più importante, l’Orso d’Oro a Cesare deve morire dei Taviani, 21 anni dopo La casa del sorriso di Ferreri. Un’opera che restituisce dignità tanto al nostro cinema (e alla sua tradizione civile) quanto ai detenuti protagonisti. Troppo presto forse per parlare di un’inversione di tendenza, ma certo è che dopo questo premio difficilmente si potrà parlare ancora di provincialismo del nostro cinema. E’ sulle sue infrastrutture semmai che bisogna intervenire, sull’ammodernamento delle strutture, la razionalizzazione burocratica e istituzionale, i meccanismi di sostegno finanziari e legislativi: la presenza di un tecnico al Ministero dei Beni Culturali, potrebbe risultare decisiva per un’energica azione di rinnovamento. Al Ministro Ornaghi i nostri migliori auguri. Il cambiamento intanto sembra aver investito i festival: dopo la nomina di Barbera alla direzione della Mostra di Venezia, anche Roma cambia pelle, e testa. Dopo Rondi e la Detassis, tocca presumibilmente a Ferrari (presidenza) e Muller (direzione) rilanciare la kermesse capitolina. L’idea però di cambiare sede e date, sovrapponendo quest’ultime a quelle del Torino Film Festival, più che delineare quel cambio di passo auspicato rischiano di approfondire la cesura tra le diverse realtà festivaliere. Che dovrebbero invece operare in sinergia, al fine di rendere più ricca e variegata la proposta culturale. La strategia della cooperazione, con la creazione di network elastici, destinati a lavorare su obiettivi specifici è del resto la nostra mission da anni. La mostra fotografica “Famiglia all’italiana”, che racconta dell’evoluzione di questa istituzione attraverso le immagini del cinema, è un altro frutto buono di questa politica: realizzata dalla Fondazione Ente dello Spettacolo in collaborazione con il Centro Sperimentale di Cinematografia – Cineteca Nazionale, sarà a Palazzo Reale a Milano fino al 1° aprile.

Il card. Angelo Scola, Giuliano Pisapia, Gianni Amelio e Dario E. Viganò inaugurano a Milano la mostra cinematografica “Famiglia all’italiana”, curata dalla Fondazione Ente dello Spettacolo

27 febbraio 2012

Milano – In preparazione del VII Incontro Mondiale delle Famiglie (30 maggio-3 giugno 2012), verrà presentata a Milano, presso Palazzo Reale, giovedì 1 marzo 2012 alle ore 18.00, la mostra cinematografica “Famiglia all’italiana”, ideata e organizzata da Dario Edoardo Viganò insieme al Centro Studi della Fondazione Ente dello Spettacolo. A inaugurare l’evento espositivo insieme a Dario E. Viganò interverranno S.E. il card. Angelo Scola (Arcivescovo di Milano), Giuliano Pisapia (Sindaco di Milano), Stefano Boeri (Assessore cultura, moda, design), Marcello Di Capua (Presidente Fondazione AEM), mons. Erminio De Scalzi (Presidente Fondazione Famigli 2012) e Gianni Amelio (regista). La mostra “Famiglia all’italiana” propone un percorso cinematografico dagli anni Dieci agli anni Duemila, raccontando la storia del Paese attraverso immagini familiari. «Da Assunta Spina (1915; Gustavo Serena)» – spiega Viganò – «al dramma familiare di matrice ottocentesca di Piccolo mondo antico (1941; Mario Soldati). Dalla miseria degli anni di guerra (Ladri di biciclette; 1948, di Vittorio De Sica), al sogno di riscatto della madre interpretata da Anna Magnani in Bellissima (1951, di Luchino Visconti). Attraverso le foto di scena, arriviamo al cuore dell’istituzione familiare, dal suo costituirsi come clan unito e coeso nonostante drammi e incomprensioni (da La famiglia; 1987, di Ettore Scola a Il cuore grande delle ragazze, 2011 di Pupi Avati), al suo essere investita dalla perdita di valori, come appare evidente nei film degli ultimi anni (da La bestia nel cuore, 2005, di Cristina Comencini a Anche libero va bene, 2006, di Kim Rossi Stuart). La mostra si inserisce tra gli eventi preparatori del VII Incontro delle Famiglie, momento fondamentale per i fedeli e le loro famiglie e costituisce allo stesso tempo un’occasione per ritrovare ancora una volta gli interpreti che hanno reso noto in tutto il mondo il cinema italiano e per immergerci nell’universo familiare che, con i suoi riti di passaggio, scandisce da sempre la nostra esistenza». Maggiori dettagli sono disponibili sul sito: www.entespettacolo.org

Il grande salto

18 gennaio 2012

L’anno nuovo ricomincia dal vecchio. Dalla lettura dei dati Cinetel, impietosi nel fotografare una crisi estesa, vischiosa, difficile da rimediare. Colpisce anche lo spettacolo più economico. Gli incassi nel 2011 calano del 10 per cento, le presenze del pubblico in sala del 7. C’è poco da stare allegri. L’Italia al cinema si contrae ma non si deprime: il nostro prodotto tiene botta, confermandosi ai livelli del 2010. Val la pena ricordare però come a trainare la locomotiva tricolore sia stato soprattutto l’enorme exploit del film con Checco Zalone, Che bella giornata, (oltre 43 milioni di incasso, il 6,5% sul totale), il solo a correre nel falso movimento di un 2011 che andrebbe registrato come il classico anno di transizione. Adagiarsi sarebbe un errore. Non solo vanno rinnovati generi e formule narrative ma, come ricorda lo stesso presidente ANICA Riccardo Tozzi, “vanno fatti più film italiani, senza rischiare di produrre un monoprodotto, la commedia, asse portante fin dagli anni ‘50”. Andrebbe accresciuta inoltre la competitività sul mercato globale. L’autarchia non è un reato, ma una conversione industriale del nostro cinema non può prescindere da una più forte penetrazione all’estero. Fuori dai confini patri fatichiamo a farci riconoscere. Se agli Oscar europei abbiamo fatto la parte dei turisti per caso, a quelli americani rischiamo addirittura di non presentarci. La cartina di tornasole è la 69° edizione dei Golden Globes – trionfano The Artist (il più premiato con 3 statuette: al film, all’attore Jean Dujardin e alla colonna sonora) e The Descendants (Globe al protagonista George Clooney e al regista Alexander Payne), Scorsese (per la regia di Hugo Cabret) e Woody Allen (sceneggiatura di Midnight in Paris), le attrici Meryl Streep (The Iron Lady) e Michelle Williams (My Week with Marilyn)– dove non siamo nemmeno riusciti a entrare nella cinquina dei titoli stranieri (l’ha spuntata l’iraniano Una separazione). Un cambio di passo, di stile e di credibilità, va fatto a partire dai grandi festival nostrani: Venezia ha iniziato con la nomina di Alberto Barbera, ovvero dalla competenza (è al suo secondo mandato, dopo quello affidatogli nel 1998) e dal prestigio internazionale (è stato anche tra i giurati di Cannes). Roma è andata a sbattere invece contro un muro di veti politico-istituzionali. Alla kermesse della capitale, più che un cambio di passo servirebbe un salto evolutivo.
Strillo: Il nostro cinema chiamato a un cambio di passo. Bene la nomina di Barbera a Venezia, ma Roma?

Sette opere alla Luiss – Venerdì 13 gennaio a Roma l’incontro “Cinema e Spiritualità”, con il regista Gianluca De Serio, Scaraffia, Sorice, Peverini, Sovena e Viganò

12 gennaio 2012

In occasione dell’uscita nelle sale italiane di Sette opere di misericordia di Gianluca e Massimiliano De Serio, opera prima dal sorprendente percorso internazionale con premi vinti ai Festival di Locarno, Annecy, Villerupt, Marrakech, in Italia il Premio Navicella – Cinema Italiano della Rivista del Cinematografo come miglior film dell’anno, e inviti in decine di altre kermesse estere, Cinecittà Luce – il distributore italiano del film – insieme a Dario E. Viganò, presidente della Fondazione Ente dello Spettacolo, organizza un incontro a Roma sul tema “Cinema e spiritualità”. A parlarne con il pubblico, venerdì 13 gennaio alle ore 18.00 presso l’Università Luiss, Viale Romania 32, Aula Toti, insieme a Dario Viganò saranno presenti il regista Gianluca De Serio, la storica e giornalista Lucetta Scaraffia, il prof. Michele Sorice, il prof. Paolo Peverini, e Luciano Sovena, AD di Cinecittà Luce. Modera l’incontro il giornalista e critico Federico Pontiggia.
A scandire la conversazione, una selezione di sequenze del film presentate in anteprima.
Sette opere di misericordia, prodotto da La Sarraz Pictures, con Elefant Films e in collaborazione con Rai Cinema, sarà nelle sale italiane con Cinecittà Luce da venerdì 20 gennaio.

Dario E. Viganò presiede e modera l’incontro “Quale famiglia per quale società” alla Pontificia Università Lateranense, con Alessio Boni, Cristiana Capotondi e Guido Chiesa

11 gennaio 2012

In preparazione del VII Incontro Mondiale delle Famiglie, che si terrà a Milano nel mese di maggio del 2012, è stato organizzato il convegno “Quale famiglia per quale società”, l’11 gennaio 2012 presso l’Auditorium Giovanni Paolo II della Pontificia Università Lateranense (piazza San Giovanni in Laterano, 4), convegno sul tema “Cinema e famiglia”. Dario E. Viganò presiederà e modererà i lavori della tavola rotonda, introdotta dagli interventi di mons. Enrico Dal Covolo (Rettore della Pontificia Università Lateranense) e di mons. Livio Melina (Preside del Pontificio Istituto Giovanni Paolo II per gli Studi su Matrimonio e Famiglia). Relatori dell’incontro sono don Davide Milani (Responsabile delle Comunicazioni Sociali della Diocesi di Milano), José Noriega Bastos (Pontificio Istituto Giovanni Paolo II per gli Studi su Matrimonio e Famiglia) e Chiara Palazzini (Vice Preside del Pontificio Istituto Pastorale Redemptor Hominis). Sono previste, inoltre, le testimonianze di Alessio Boni (attore), Cristina Capotondi (attrice) e Guido Chiesa (regista). La conclusione dei lavori è, invece, affidata al card. Ennio Antonelli (Presidente del Pontificio Consiglio per la Famiglia).

Tertio dei miracoli

6 dicembre 2011

Il miracolo, probabilmente. La rassegna proposta da Tertio Millennio (6-11 dicembre) è strada poco battuta. Apre con l’Ordet di Dreyer, dove tra gli scettici il miracolo è compiuto. Prosegue con il cinema moderno – da Stellet Licht a Hors Satan (ambedue anteprime) – dove il prodigio è incerto. Eventi misteriosi, non per forza divini. Miracoli probabilmente. Rompono la logica mondana, trascendono il reale, aprono il visibile. Trasgressioni di un cinema solo in apparenza fenomenico, secolare. Spinto da una dialettica di ancoraggio/disancoraggio al reale, il cinema moderno trova nel (non)miracolo il segno di una lacerazione, la fessura dentro un sistema autosufficiente, razionale. Illumina una società attraversata da correnti contrastanti: aggrappata ancora alla bussola del razionalismo, ma già bisognosa di guardare oltre. Il film sul miracolo diventa paradigmatico delle odierne frontiere dello spirito. Soglie permeabili dove trascendenza e immanenza, invisibile e visibile, si intrecciano fino a confondersi. Il mondo si scontorna, perde definizione, si fa liquido. Rivela scarti e contraddizioni, ambiguità ed enigmi prima confinati nell’irrazionale. La macchina da presa scopre un secondo sguardo sulle cose, proiettandosi sul piano metaforico della realtà, dove fenomeno e simbolo si saldano per osmosi. Il cinema si fa propriamente “miracolo” (dal latino miraculum: ciò che a vedersi suscita meraviglia), ovvero occhio colmo di stupore.

Sarebbe piaciuta, crediamo, a un grande regista della spiritualità come Andrei Tarkovsky una rassegna così. Ed è a lui – a 25 anni dalla scomparsa – che vorremmo idealmente dedicarla. Ma non di soli miracoli vive Tertio Millennio. Segnaliamo le anteprime dedicate al disagio sociale – da Atmen ad Attack the Block che si pongono il problema di scavalcare la cronaca, afferrando il reale oltre il realismo. Un problema che Elio Petri aveva risolto in maniera esemplare con la deformazione grottesca. Non a caso il restauro de I giorni contati è tra gli eventi di questa edizione.

In bocca al lupo infine al neo ministro dei beni culturali Lorenzo Ornaghi. I troppi nodi che il cinema italiano deve ancora risolvere – dall’industrializzazione monca al ripensamento dei meccanismi di finanziamento, dall’ammodernamento dei linguaggi a quello delle sale, senza sacrificare del tutto il vecchio esercizio urbano – necessitano di un dicastero deciso e longevo. Nel paese che rimuove i ministri prima dei problemi, sarebbe la prima vera riforma.

Strillo: La rassegna rivela un cinema – e un mondo – che ha bisogno ancora di stupore

Dario E. Viganò relatore alla giornata di studio “Società, relazioni e nuove tecnologie”

5 dicembre 2011

Dario Edoardo Viganò interverrà alla giornata di studio “Società, relazioni e nuove tecnologie”, evento, in collaborazione con l’Università Europea di Roma, con il Patrocinio di AIS – Associazione Italiana di Sociologia, organizzato in occasione della presentazione del volume di Angelo Romeo “Società, relazioni e nuove tecnologie” (Edizioni Franco Angeli 2011).

La tavola rotonda si svolgerà lunedì 5 dicembre 2011 alle ore 17.00 presso l’Associazione 361° Biblioteca-Archivio Michele Marotta (via Ofanto 33, Roma). Oltre alla partecipazione di Dario E. Viganò, sono previsti gli interventi di Luca Giuliano (Sapienza Università di Roma), Gianfrancesco Rizzuti (Università Europea di Roma). A moderare l’incontro sarà Carmelo Sardo (Giornalista Tg5).

Presentazione della XV edizione del Tertio Millennio Film Fest

16 novembre 2011

Si volgerà il 22 novembre 2011, alle ore 11.00, presso il Pontificio Consiglio della Cultura (via della Conciliazione 5), la conferenza stampa di presentazione della XV edizione del Tertio Millennio Film Fest (6-11 dicembre 2011), festival incentrato sulle questioni dello Spirito e sul confronto con l’Altro, organizzato dalla Fondazione Ente dello Spettacolo con il patrocinio dei Pontifici Consigli della Cultura e delle Comunicazioni Sociali.

Dario Edoardo Viganò, Presidente della Fondazione Ente dello Spettacolo e Direttore della «Rivista del Cinematografo», introdurrà e modererà la conferenza stampa, presentando il calendario degli appuntamenti del festival: il Convegno Internazionale di Studi “Film and Faith” (1-2 dicembre presso la Pontificia Università Lateranense), la rassegna del Tertio Millennio Film Fest (6-11 dicembre) con un palinsesto denso di sorprese, la serata dei prestigiosi RdC Awards (9 dicembre).

Sono previsti, inoltre, gli interventi di Mons. Claudio Maria Celli (Presidente del Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali), che conferirà il “Premio rivelazione dell’anno”, assegnato nelle scorse edizioni a Margareth Madè per il film Baarìa (2009) di Giuseppe Tornatore e a Luca Marinelli per La solitudine dei numeri primi (2010) di Saverio Costanzo; di Mons. Paul Tighe (Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali); Mons. Franco Perazzolo (Pontificio Consiglio della Cultura).

La conferenza stampa sarà, poi, l’occasione per presentare la II edizione del concorso “i-father Short Film Award” (9 dicembre) indirizzato a giovani film maker. La Fondazione Ente dello Spettacolo, in collaborazione con il Servizio per la promozione del sostegno economico alla Chiesa cattolica, lancia un bando per la realizzazione di cinque cortometraggi sul tema ”La missione del prete, cogli l’attimo”. L’obiettivo è la produzione di brevi opere audiovisive (durata massima 5 minuti) utilizzando cellulari smart-phone; il bando si rivolge a videomakers, studenti universitari, di istituti e scuole di cinema di età massima 40 anni.

La figura del sacerdote (prete diocesano) dovrà essere presente nello script, ed essere il motore di una situazione importante nel contesto sociale di appartenenza. L’autore dovrà descrivere con immagini significative l’attimo in cui il prete agisce per il bene comune, per una causa pastorale, sociale, caritativa, solidale. Questi i passi da seguire per partecipare al concorso: compilare il form di iscrizione, scrivere un soggetto di una cartella (2.000 battute) e un trattamento di massimo cinque cartelle (10.000 battute), allegando piano di realizzazione e curriculum vitae dell’autore, come da Regolamento; inviarli all’indirizzo ifather@entespettacolo.org entro e non oltre le ore 24:00 del 25/11/2011. L’iscrizione è gratuita. Una giuria composta da personalità di spicco nel campo artistico e cinematografico selezionerà i cinque soggetti che potranno essere realizzati dagli stessi autori e diventare opere cinematografiche. Sono ammessi tutti i generi (finzione, documentario) e le forme espressive, comprese animazione e tecniche miste.

Maggiori dettagli sono disponibili sul sito: www.tertiomillenniofilmfest.org